Il Ramen: un piatto creativo che arriva da lontano (e un ristorante consigliato per mangiarlo a Milano)

Tatsu Ramen

Lo ammetto, è ormai qualche tempo che quando io e il mio compagno usciamo fuori a cena scegliamo sempre ristoranti etnici: non nascondo di essere molto affascinata dalle variegate culture gastronomiche tipiche dei Paesi diversi dal nostro, a ciò poi si aggiunge il fatto che - pur amando cucinare - difficilmente riuscirei a replicare con la stessa bravura piatti che non hanno mai fatto parte della mia esperienza tra i fornelli. Ho già detto poi che vivo a Milano, e per questo ho la fortuna di avere a mia disposizione una scelta enorme di locali da provare, moltissimi dei quali di recente apertura! Proprio come l'ultimo di cui voglio parlarvi, inaugurato verso la fine di febbraio in zona Porta Romana: si chiama Tatsu, ed è un piccolo Ramen Bar gestito da giovanissimi ragazzi.

Ramen

Facciamo però un piccolo passo indietro, perché nonostante la crescente popolarità di questo piatto, non tutti ancora possono sapere di che cosa si tratta. Il Ramen è una pietanza che ha avuto origine in Cina ed è stata poi importata in Giappone verso l'inizio del novecento, dove nel tempo è diventato molto famoso e di consumo abituale. Si tratta di una zuppa, a base di brodo (che può essere estratto dal pollo, dal manzo, dal maiale, o anche dal pesce) insaporito con salsa di soia, sale, miso ed altri ingredienti, nel quale vengono immersi i noodles (pasta fresca di frumento simile a degli spaghetti), insieme ad altri componenti a piacere come fette di arrosto di maiale, alghe, cavolo cinese, germogli di soia, uova marinate, cipollotti, funghi. Il segreto di un buon ramen, che i giapponesi consumano alla pari di uno street food nelle piccole e numerosissime botteghe sparse in tutto il Giappone, è proprio il brodo: questo richiede svariate ore di preparazione e cottura affinché la zuppa possa risultare buona e, insieme all'equilibrio che si crea con gli altri ingredienti, dare la possibilità a chi la mangia di provare il famoso "umami" - ovvero il quinto gusto, quello che viene decifrato come "saporito" e che chiude in bellezza il percorso sensoriale gustativo. Sono quindi il brodo, i noodles e gli ingredienti aggiuntivi che formano questo piatto, che nasconde infinite potenzialità poiché si presta a numerosissime varianti a seconda della personalità dello chef. Non è così difficile replicarlo a casa, io l'ho fatto diverse volte e devo ammettere che ne sono rimasta piuttosto soddisfatta! Perdonate poi se sottolineo di nuovo questo aspetto, ma a Milano abbiamo davvero l'imbarazzo della scelta dei negozi che vendono un'infinità di ingredienti etnici! Il mio preferito è questo.

Aemen

GyozaNon si può negare che negli ultimi anni la moda di consumare il ramen anche nei paesi occidentali sia rapidamente cresciuta e, solo a Milano, si contano oggi ormai decine di ristoranti giapponesi e ramen bar che servono questo piatto sia a pranzo che a cena. L'ultimo in ordine di tempo che ho avuto l'occasione di provare, come premesso poco sopra, si chiama appunto Tatsu, ed è un piccolo ramen bar il cui allegro e colorato arredamento ricorda i manga giapponesi. Il personale, dagli chef ai camerieri, è sia occidentale che non, e l'atmosfera è molto informale. Il menu è composto da una serie di antipasti e sfiziosità giapponesi (noi abbiamo provato i ravioli gyoza fritti e ripieni di verdure e carne di maiale, e del pollo spadellato con salsa teriyaki, entrambi deliziosi), e da due alternative di piatti principali: il ramen classico, proposto in tre versioni, ognuna delle quali anche in modalità "deluxe" (cioè con ingredienti più abbondanti), e l'aemen, sempre proposto in tre versioni e anche "deluxe", che consiste invece in una versione più asciutta del ramen i cui ingredienti devono essere ben mescolati tra di loro prima di essere consumato. Noi abbiamo scelto un ramen e un aemen, che poi ci siamo scambiati, e li abbiamo trovati entrambi buonissimi. Tuttavia, ho apprezzato di più l'aemen: l'ho trovato più saporito e dagli ingredienti più equilibrati, rispetto al ramen in cui avrei preferito un brodo un poco più "grasso" e sapido. Avrei voluto assaggiare anche qualche dolcetto, il menu infatti propone specialità giapponesi dai nomi insoliti e attraenti, ma eravamo entrambi sazi (le porzioni sono infatti molto soddisfacenti) e quindi ci siamo ripromessi di tornare, magari evitando gli antipasti e lasciando così il posto al dessert finale.

Il conto è più che onesto: 43 euro in due con due antipasti, due portate principali, un'acqua, una birra e un caffè. Nonostante i ragazzi si facciano in quattro per trovare agli ospiti un posto a sedere, onde evitare inutili attese è sempre consigliabile prenotare. 

Tatsu Ramen
Via Orti, 2 (angolo Corso di Porta Romana) - 20122 Milano

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