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Barbera Meeting 2010: quattro giorni di immersione nel vitigno più diffuso del Piemonte


Roma, 17/02/2010

Barbera Meeting 2010La Barbera è saldamente il vitigno a bacca rossa piemontese più diffuso nella regione, occupa circa il 35% dell'intera superficie coltivata ed è al secondo posto in Italia dopo il sangiovese per la produzione di vini rossi a denominazione di origine. Bisogna dire che la sua ampia distribuzione nelle colline dell'Astigiano, dell'Alessandrino e del Cuneese (anche se in quest'area le zone collinari migliori sono sempre state appannaggio del nebbiolo), avvenuta dopo il flagello della fillossera agli inizi del novecento, fu dovuta soprattutto alle esigenze dei viticoltori di allora, che la preferivano per la sue caratteristiche di rusticità, abbondanza e costanza produttiva, per l'alta concentrazione di zuccheri, colore e acidità delle uve, quest'ultima indispensabile per garantire una buona conservazione dei vini in un'epoca in cui gli strumenti enologici erano ancora molto limitati. Era il vino preferito nelle osterie, economico e perfetto per il consumo popolare. Certamente questa sua predisposizione ha condizionato per molti decenni la sua immagine, relegandolo a vino di modesta qualità, da consumare in tempi brevi e, soprattutto, all'osteria (come è stato, ad esempio, per il Frascati nel Lazio). La nascita delle denominazioni di origine, che per le Barbera d'Asti e del Monferrato fu istituita nel 1970, ha costituito un primo tassello per il cambiamento che negli anni successivi è andato via via sviluppandosi. Sull'onda della trasformazione del vino italiano, La Barbera (o "il" Barbera come alcuni preferiscono) ha certamente avuto un ruolo tutt'altro che secondario, soprattutto a partire dagli anni '90, dove attraverso l'uso di nuovi metodi di allevamento e vinificazione ha acquisito una sempre maggiore personalità, diventando non più solo vino da consumare giovane, ma anche capace di maggiore complessità e di invecchiare per molti anni, grazie anche al sempre più diffuso utilizzo del legno per la sua maturazione.
Va detto che, come è accaduto per molte altre tipologie di vino, non sono mancati certi eccessi anche con la Barbera: concentrazioni sempre più esasperate, uso massiccio del piccolo legno, alcolicità e struttura un tempo impensabili e un gusto appesantito da sovramaturazione e concentrazione del frutto, che per un certo periodo ha trovato estimatori soprattutto nel mercato estero.
Il tempo, una maggiore esperienza e consapevolezza, e soprattutto la caduta di certe mode esasperate degli ultimi quindici anni, hanno riportato questo importante vino ad una condizione di maggiore equilibrio e personalità.

Villa BasinettoIl Barbera Meeting 2010, che se non vado errato quest'anno è alla sua tredicesima edizione, è un'occasione perfetta per una full immersion nel vasto mondo della Barbera, di cui Asti è giustamente la provincia trainante, con i suoi oltre 18.000 ettari vitati e una tradizione fortemente consolidata. L'evento, che si svolgerà dall'8 all'11 marzo e vedrà la partecipazione di 15 buyer e 30 giornalisti provenienti da Stati Uniti, Asia, Nord Europa, Germania e Regno Unito, sarà proposto in una veste rinnovata: ogni giornata sarà dedicata a una diversa zona, con la formula di assaggi a etichetta coperta dell'annata 2007 dei vini a denominazione di origine Barbera d'Asti DOC, Barbera del Monferrato DOC, Colli Tortonesi Barbera DOC e Barbera d'Alba DOC. Inoltre, in anteprima assoluta, verrà proposta in degustazione la vendemmia 2008 delle due nuove DOCG Barbera d'Asti e Barbera del Monferrato.
Le differenti realtà produttive verranno rappresentate indistintamente (dai piccoli viticoltori alle grandi aziende), per dare lustro a un territorio dalle identità multiformi, che si estende da Asti a Casale Monferrato, divulgando l'immagine globale di un'area vasta il cui comune denominatore sarà proprio il vitigno Barbera, che qui ha modo di esprimere le proprie caratteristiche e la propria tipicità.

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