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Gianfranco Soldera blocca le vendite del Brunello Case Basse per frenare la speculazione


14 dicembre 2012

Gianfranco Soldera - foto ANSA

La notizia aveva fatto il giro del mondo, la ►notte fra il 2 e il 3 dicembre scorsi, qualcuno ha fatto irruzione nella cantina dell'azienda Case Basse di Gianfranco Soldera, ha rotto i sigilli e ha svuotato le botti che contenevano il Brunello di Montalcino dal 2007 al 2012. Un atto vandalico senza precedenti, una violenza che sapeva di intimidazione, sui giornali di tutto il mondo è comparsa la parola "mafia". Un danno enorme per la piccola azienda ilcinese, ma anche un danno per tutto il comparto, per l'immagine di questa località toscana fra le più note grazie proprio alla produzione di uno dei vini simbolo del nostro Paese.
Ebbene, le indagini sembrano aver portato ad escludere le ipotizzate vendette per lo scandalo di Brunellopoli, del quale Soldera è stato a torto considerato artefice, così come la pista mafiosa non ha portato a nulla. Appare invece ormai quasi certo che il responsabile sia un ex dipendente di Case Basse che, con un atto irresponsabile e folle, si sarebbe vendicato di un torto subito.
Intanto i produttori del Consorzio del Brunello di Montalcino si sono offerti di donare parte del loro vino a Case Basse, gesto che Soldera ha apprezzato ma, ha preferito suggerire di destinare i fondi alla ricerca sul Sangiovese.
Nel frattempo le vendite dell'ultima annata in commercio del Brunello di Montalcino Case Basse, la 2006, è oggetto di assurde speculazioni (ma anche le annate precedenti ancora in circolazione), tanto che una bottiglia di questo vino ha raggiunto quote anche di svariate migliaia di euro; proprio sul web la vendita online nei giorni scorsi sembrava impazzita, tanto che una nota enoteca lo aveva proposto a ben 4.500 euro.
Ora il vino è scomparso dalla lista, molto probabilmente perché Gianfranco Soldera habloccato le vendite delle annate disponibili e diramato un comunicato dove prende con chiarezza inequivocabile le distanze da una simile follia speculativa:
"Desideriamo innanzitutto ringraziare tutti coloro che - direttamente e indirettamente - ci hanno espresso la loro solidarietà e vicinanza; chi ci ha spronato a continuare e chi si è offerto di aiutarci anche con il proprio lavoro. Una partecipazione straordinaria, da ogni parte del mondo, che ci ha lasciati stupiti, commossi ed orgogliosi. Ad ogni messaggio abbiamo prestato attenzione ed ognuno rimarrà parte della nostra storia. Vorremmo rispondere a tutti se riuscissimo. Un filo invisibile ma indistruttibile ci unisce ormai a chi condivide i nostri valori, a chi si è indignato per questo crudele sfregio al lavoro ed alla passione, a chi come noi vuole reagire andando avanti senza cedere ai propri principi. Oltre l'ambito del settore in cui operiamo, oltre i confini geografici.
Questo territorio e i suoi frutti sono patrimonio unico di una comunità senza confini e ciò conferisce a tutti coloro che lo vivono e vi prestano il proprio lavoro la responsabilità di preservarlo e di valorizzarlo. In questa logica, la proposta sorta in seno al Consiglio del Consorzio del Brunello di Montalcino, riunitosi in seduta straordinaria il 7 dicembre, merita il nostro sentito ringraziamento. E', peraltro, preferibile, a nostro parere, che i frutti raccolti da questa azione venissero destinati non a favore di Case Basse ma a sostenere attività di ricerca e sperimentazione che abbiano come oggetto il vitigno ed il vino Sangiovese nel territorio di Montalcino e la sua valorizzazione nel mondo, con il coinvolgimento delle Università di Siena e Firenze e l'apporto imprescindibile di giovani ricercatori.
Per quanto ci riguarda, intendiamo continuare la nostra attività basandoci sulle nostre forze oltre che sull'apprezzamento e sostegno del nostro distributore in Italia e di tutti i nostri importatori ed affezionati clienti. Desideriamo, infine, informare tutti che dal 3 dicembre, fino a data da stabilire, abbiamo sospeso la vendita dei nostri vini. Pur rispettando la libertà commerciale degli operatori del settore, pensiamo importante comunicare il nostro dissenso e la nostra estraneità a pratiche speculative sul prezzo dei nostri vini già sul mercato, pratiche che allontanando il consumatore finale dall'accessibilità al vino snaturano il senso del nastro lavoro: condividere con gli appassionati il piacere dì apprezzare un vino unico
.". A buon intenditor...

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