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Vinissage 2010 - Salone di vini naturali da agricoltura biologica e biodinamica


Roma, 14/04/2010

Logo Vinissage 2010No, non ho abbracciato la causa dei vini naturali. Il fatto che in questi giorni siano usciti numerosi articoli sull'argomento è puramente casuale. Intendiamoci, non è che non sia interessato ai vini da agricoltura biologica e biodinamica, anzi, ritengo però che vadano evitate eccessive idealizzazioni di un settore che è ancora in uno stato confusionale, a partire dai termini che vengono utilizzati per identificarlo. Vino "naturale", premesso che non è possibile chiamarlo così, visto che è frutto di una elaborazione dell'uomo poiché in natura l'uva non diventa vino, racchiude notevoli differenze di metodi e filosofie, che non possono non spingere a qualche perplessità. Visto che sotto questa voce si promuove un chiaro messaggio verso il fruitore di questi vini, ovvero che sono più salutari degli "altri", dove per altri si dovrebbe intendere tutti coloro che fanno abuso di chimica in vigna e cantina, ma anche che manipolano e controllano il processo di produzione del vino, dall'uso di lieviti selezionati alle fermentazioni termocontrollate, dalle chiarificazioni alle filtrazioni, dall'utilizzo di concentratori alla vietata osmosi inversa ecc.
Però sappiamo anche che in questo calderone "naturale" ci sono applicazioni profondamente discordanti, dai rarissimi estremisti del vino senza solforosa e addirittura senza uso di rame e zolfo in vigna come unico sistema di difesa (che fra l'altro non serve a nulla nei confronti degli insetti e tantomeno per il temuto scafoideus titanus, che ogni anno provoca danni ingenti alle viti come vettore della flavescenza dorata), a produttori che si limitano a ridurre, anche fortemente, l'uso di trattamenti in vigna e cantina. Sono situazioni ben diverse, che non possono coesistere all'interno di un termine tanto inequivocabile, quanto irreale, come "vino naturale".
C'è anche un altro discorso all'interno del mondo bio, ovvero quello riguardante uno stile più artigianale nel fare vino, in questo senso anche più rispettoso dell'ecosistema. Ma come stabilire il confine entro il quale posizionare un produttore rispetto ad un altro? Cosa e chi stabilisce, in definitiva, chi ha le carte per far parte del club dei vini naturali?
Quindi un settore sul quale ci sarà sempre da discutere, ma che non per questo merita meno attenzione, va approfondito e compreso, al suo interno ci sono aziende meritevoli, vini in alcuni casi straordinari, storie di vita davvero esemplari che vale la pena conoscere. Certamente, e io ne ho avuto ripetute dimostrazioni, ci sono vini che hanno una digeribilità nettamente superiore, che non inducono fastidi di alcun genere, tantomeno mal di testa, e questo è già un elemento non trascurabile in un settore, quello alimentare, sempre più invaso da prodotti industriali aromatizzati, raffinati, surrogati, in molti casi nocivi ma autorizzati dalle normative vigenti.

Vinissage 2009Vinissage, giunto alla sua quinta edizione, può rappresentare un'altra occasione per verificare di persona cosa offre questo mondo in continua evoluzione; l'evento si svolge a Palazzo del Michelerio ad Asti, sabato 15 maggio dalle 15,30 alle 21,00 e domenica 16 dalle 10,30 alle 20,00. I vignaioli che vi partecipano sono uniti dalla convinzione che la qualità dei vini nasca da una vendemmia sana e da un buon lavoro in vigna, ma che a questo debba far seguito un impegno in cantina basato sul massimo rispetto per la naturalità dell'uva. In pratica la vinificazione deve accompagnare l'uva nella sua trasformazione, utilizzando solo principi fisico-chimici naturali, come afferma Maurice Lapierre (produttore biodinamico appartenente all'associazione Triple A) "con l'uva biologica si può fare del vino industriale, ma per fare del vino naturale è indispensabile avere delle uve biologiche". Il Salone sarà un'opportunità per conoscere direttamente i vignaioli (italiani e francesi), potersi confrontare con loro, porre domande e dubbi, assaggiare i vini, acquistarli e tornare a casa magari con una consapevolezza maggiore e, perché no, con la soddisfazione di averne ricavato nuovi spunti di riflessione.
Le aziende che partecipano a questa quinta edizione di Vinissage sono circa una sessantina con maison che giungono, oltre che dal Piemonte, anche da Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Campania, Sicilia, Alsazia, Languedoc, Provenza e Corsica. Ci saranno dibattiti sulla biodiversità con approfondimenti sul significato di certificazione biologica e biodinamica e sulle motivazioni del rifiuto di alcune aziende che si dichiarano solo "naturali". Nel programma è prevista anche una degustazione di formaggi piemontesi e, per la prima volta, una degustazione guidata della Barbera Docg delle aziende che partecipano al Salone.
Sono previste anche visite guidate al futuro Museo della Cattedrale, uno dei vanti di Asti intesa come città d'arte; non mancheranno le lezioni di "cucina con il vino" curate dalla scuola Gourmet (prenotazione obbligatoria su www.scuolagourmet.com) e concerti di musica dal vivo. Tra le tante novità nel programma di questa quinta edizione di Vinissage c'è la collaborazione con la CFPP Casa di Carità di Verbania, un'organizzazione non a scopo di lucro di utilità sociale (Onlus), che si occupa di orientamento, formazione professionale e inserimento socio-lavorativo prevalentemente di persone svantaggiate. Tra le diverse attività ci sono anche coltivazioni biologiche e di ristorazione. Novità anche dal punto di vista della comunicazione: Vinissage avrà pagine anche sui maggiori e conosciuti social-network.
Oltre ai vini sarà possibile acquistare prodotti biologici del territorio come marmellate, conserve, cioccolato, salumi e informarsi sull'argomento presso le postazioni dedicate all'editoria del settore.
Vinissage è organizzato e promosso dal Comune di Asti e Officina Enoica, d'intesa con Provincia di Asti, Regione Piemonte e Fondazione CrAsti.

Per informazioni:
Ufficio Promozione del Territorio - Tel.0141/399526
E-mail: promoterr@comune.asti.it
Officina Enoica - Tel. 335.6238642

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