Lavinium logo
Esalazioni etiliche|Feed RSS| Cerca nel sito Scrivici In rete dall'anno 2000
Vinoclic

Follow laVINIum on FacebookFollow laVINIum on Twitter Iscrizione Newsletter di Lavinium Notizie e attualità Le notizie e gli eventi

Il vino nel bicchiere Disciplinari e termini La vite fuori e dentro Le occasioni speciali Andiamo a vedere Fuori dal coro
Garantito IGP Garantito IGP Alta Fedeltà Garantito IGP Italian Wine Review Garantito IGP Lavinium Garantito IGP Wine Blog Garantito IGP Wine Surf

Lavinium notizie ed eventi


A Solden vini tra i ghiacciai


Roma, 19/04/2010

Solden: ingresso alla cantina del Central SPA HotelProbabilmente pochi sanno che Solden, cittadina austriaca nata all'insegna dello sport e conosciuta in tutto il mondo per i suoi importanti avvenimenti sportivi, come le gare di apertura della Coppa del Mondo di sci o la Ötztaler Radmarathon, una delle gare ciclistiche amatoriali più dure al mondo con i suoi 238 chilometri e oltre 5.000 di dislivello complessivo, custodisce al suo interno interessanti risvolti enologici.
Questi segreti sono preservati nella cantina del Central SPA Hotel, fortemente voluta e costruita nel 1994 dall'ex-direttore dell'hotel Gottlieb Waschl, scomparso nel dicembre scorso, insignito nel 2004 del Premio Bacchus, un riconoscimento che viene attribuito dal governo austriaco a chi si distingue per iniziative speciali legate al vino.

Passo Rombo
Una delle particolarità salienti di questa cantina, in cui regnano costantemente 14 gradi con il 70% di umidità, è che è stata "tappezzata" interamente in pietra, utilizzando tre tipi differenti di roccia: il rivestimento del soffitto proviene dalla Valle Venosta, territorio prossimo al ghiacciaio Similaun dove è stata rinvenuta nel 1991 la mummia di Ötzi, "l'Uomo venuto dal ghiacciaio", attualmente custodita nel Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano; le pareti provengono dalla Valle Passiria, dai monti che circondano il mitico Passo Rombo, una galleria scavata nella roccia i cui portoni di legno vengono aperti solo d'estate, esclusivamente di giorno, per salvaguardare la percorribilità della strada a causa delle improvvise e pericolose gelate notturne; per il pavimento infine sono state usate le lastre di pietra che erano servite a pavimentare Vienna nell'800. In queste condizioni ottimali "riposano" oltre 30.000 bottiglie di vino provenienti da Austria, Italia, Spagna, California, Sud Africa, Cile e Australia, tra cui molte etichette da fare rabbrividire i più incalliti collezionisti. Nella nostra visita a settembre, "scortati" dallo stesso Gottlieb Waschl e da Martin Sperdin, vincitore del Falstaf-Maître nel 2005 e attuale sommelier dell'hotel, oltre a scoprire con sommo piacere e soddisfazione varie annate targate Gaja, Conterno, Sassicaia, Masseto, tanto per citarne alcune, abbiamo ammirato un magnum di Petrus del 1986, accanto a diverse bottiglie di Romanée-Conti, a partire dai primi anni '90 ai giorni nostri. Numerose sono anche le fotografie, con tanto di dedica personalizzata, dei campioni dello sport che hanno visitato e degustato in questo ambiente molto suggestivo, da Alberto Tomba al ciclista tedesco Jan Ulrich.

Magnum Petrus 1986
La cantina funge anche da ritrovo abituale della "Renommierte Weingüter del Burgenland", letteralmente Unione delle Aziende vitivinicole del Burgenland, sodalizio che riunisce una quindicina dei migliori viticoltori della zona austriaca del Burgenland, a est di Vienna fino ai confini con l'Ungheria. Noi abbiamo conosciuto il settantenne Engelbert Gesellmann, uno dei pionieri della viticultura austriaca, che ci ha fatto degustare il suo Opus Eximium N. 20 2006, una ventennale cuveé di tre vitigni autoctoni (Blaufränkisch, St. Laurent e Zweigelt) vinificata in acciaio con la tecnica del "cappello sommerso" e affinata per circa 18 mesi in barrique nuove, dal colore rubino granato scuro con bordi viola chiaro, con i sentori vanigliati e speziati abbastanza ben amalgamati e non sovrastanti il fruttato della mora e della ciliegia. Questo vino, insieme al "G", a base di Blaufränkisch pressoché in purezza vinificato alla stessa maniera, fin dalla loro prima uscita hanno raccolto notevoli consensi e riconoscimenti, venendo giudicati una delle migliori espressioni del Medio Burgenland. Abbiamo quindi assaggiato il Hochberc 2006, l'ultimo nato della cantina di Gesellmann, a base di Blaufränkisch al 100%, vitigno che chiaramente sta molto a cuore sia a Engelbert sia ai suoi tre figli Maria, Angelika e Albert, che divide passione e lavoro con la moglie Silvia, frutto di una vinificazione lunga, anch'esso con la tecnica del cappello sommerso, e quasi due mesi di fermentazione a contatto con le bucce. Il vino fa quindi la fermentazione malolattica in piccole botti di rovere, dove si affina per oltre due anni. In questo caso la speziatura e i sentori di vaniglia erano ancora marcati, anche se si percepivano note balsamiche, di tabacco e di frutta secca. Buona acidità e freschezza in bocca, accompagnata da una persistenza e retrogusto molto interessanti e lunghi. Per finire l'Eiswein Sämling 2006, frutto di un raccolto a -10 di uva autoctona Samling, fermentazione in botticelle di rovere per circa due mesi e affinamento per 6 mesi in barrique: colore giallo oro, al naso sentori di miele, albicocca, di frutta esotica, freschezza confermata in bocca, un buon equilibrio e lunga persistenza senza essere stucchevole. Un vino che tradizionalmente solo gli austriaci e poche altre nazioni sanno esprimere al meglio grazie a una grande dedizione e accortezza nel raccogliere i chicchi d'uva in pratica uno a uno in diverse tornate.

La terrazza a quota 3.000 metri dove si effettuerà la degustazione dei vini
Ogni anno, dal 2001, in aprile il "Renommierte Weingüter del Burgenland" ospita a Solden alcuni produttori che praticano la cultura della vite ad altitudini rilevanti o in condizioni estreme, dando vita a un evento vinicolo-culinario di tre giorni in cui vini e cucina "stellata" s'incontrano sui ghiacciai a stretto contatto con la natura incontaminata delle montagne della valle Ötztal. Lo scorso anno furono invitati alcuni vignaioli italiani, mentre quest'anno è la volta della Spagna, con le aziende Bodega Roda da Haro, Celler de Capcanes di Tarragona e Bodega Artadi da Laguardia che confronteranno i loro prodotti con quelli austriaci di Weingut Paul Achs, Weingut Feiler-Artinger, Weingut Gesellmann, Weingut Hans Igler, Weingut Paul Kerschbaum, Weingut Kollwentz-Römerhof, Weingut Erich Krutzler, Weingut Leberl, Weingut Umathum, Weingut Velich, Weingut Erich und Walter Polz, Weingut Franz Hirtzberger e Weingut Domäne Müller. Il clou del programma, che quest'anno si articola dal 22 al 25 aprile, sarà senz'altro la degustazione dei vini a quota 3.000 metri sul ghiaccio del Giggijoch. Al termine avventurosa discesa a valle sugli sci in compagnia degli ex-campioni Bernhard Gstrein, Günther Mader, Frank Wörndl e Andre Arnold, seguita dalla cena presso il Central SPA Hotel cucinata dallo chef di casa Gottfried Prantl, insignito dei "2 Cappelli" dalla Guida Gault Millau.

Per il programma dettagliato e ulteriori informazioni visitate il sito web www.central-soelden.at o scrivere a info@central-soelden.at

linea fine
© 2000-2012  laVINIum.com - Tutti i diritti riservati
E' vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito.
Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione
della direzione editoriale.
lavinium@lavinium.com

Valid HTML 4.01 Transitional          Valid HTML 4.01 Transitional