Le conseguenze delle gelate di questi giorni, la parola ai produttori

Gelata su un filare 

Raccolgo con piacere l'iniziativa di Carlo Macchi di Winesurf, condivisa da Franco Ziliani di Vino al Vino, di coinvolgere direttamente i produttori nel raccontare la loro situazione dopo le gelate di questi giorni che hanno aggredito le loro vigne nella fase più delicata, con conseguenze in alcuni casi disastrose.

Invito quindi tutti i produttori a raccontarci la loro esperienza commentando su questo articolo o scrivendoci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., sarà nostra cura dare voce ai vostri racconti, raccoglierli e diffonderli il più possibile affinché anche le istituzioni intervengano a vostro sostegno. Fatelo prima possibile perché i tempi sono stretti!

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Ecco i primi commenti:

"La settimana era incominciata benissimo, il lunedì di Pasquetta abbiamo fatto una grigliata nella vigna dei Campazzi con i bambini e tanti amici: una splendida giornata, le viti sono veramente belle con tanti grappolini che lasciano presagire una buona annata.
Le previsioni del tempo, però, annunciano un repentino abbassamento delle temperature ed infatti il martedì inizia a soffiare un vento fortissimo e gelido. Dal tardo pomeriggio inizio a monitorare le temperature e di notte ogni ora mi sveglio a controllare le capannine metereologiche sul pc e i termometri: siamo a 0°C, forse è andata bene…. il giorno dopo vado a visionare i vigneti e sono bruciati 1/3 del Motfrei e del Mottobello, però il Motziflon è salvo…. si susseguono le telefonate di amici vignaioli in cerca di notizie o di conforto per i propri danni, penso: "sono stato fortunato, il Motziflon è salvo".
Trascorro una seconda notte agitata monitorando le temperature, certo di non lasciare trapelare la mia ansia ai miei figli Pietro, Luigi e Maria….. proprio mentre sto pensando di esserci riuscito arriva Pietro con la sua sensibilità e la sua empatia disarmanti: “papà sei triste per le vigne? posso aiutarti a scaldarle?” Fortunatamente mercoledi notte non ci sono problemi in quanto il termometro non scende al di sotto dei due gradi, le temperature si alzano, forse è passata…
Giovedi sera tutta la famiglia Brigatti esce a cena per festeggiare i brillanti colloqui con le insegnanti della scuola elementare, tornando a casa mia moglie Giulietta coglie nuovamente la mia preoccupazione e con la scusa di andare ad avvistare caprioli passiamo attraverso le vigne x controllare le temperature con il termometro dell’automobile: 11,5 ° C alle 23 di sera, non può gelare!! Purtroppo stamattina alle 5 il termometro nel cortile rileva 1°C: NO, proprio mentre ero tranquillo di aver schivato il peggio.
Venerdi mattina vado al Motziflon: mi accorgo di avere il viso bagnato, solcato da due grosse lacrime, mi vengono in mente alcuni produttori che sui social cercano solidarietà quando hanno poche viti da mostrare a giornalisti e clienti e comprano uva/vino per i propri vini e mi sale una rabbia. Poi, però, la rabbia si stempera in un sorriso pensando che solo un vignaiolo vero può ricevere dal proprio territorio e dai propri vigneti ferite profonde come questa, ma anche gioie e soddisfazioni di annate in cui le uve ci permettono di ottenere vini che sanno emozionare".
Francesco Brigatti, vignaiolo in Suno (NO), Alto Piemonte

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"Quello che posso dire è riferito unicamente ai nostri vigneti, ove fortunatamente non abbiamo avuto gelate, la minima registrata nella giornata di ieri 20 aprile è stata di 2,5 gradi alle ore 7,00 del mattino, questo è dovuto principalmente al forte vento di ricaduta dalle Alpi che ha impedito alla temperatura di scendere sotto certi limiti, mitigando (sembra un paradosso)il tutto.
 Certamente anche la posizione dei vigneti ci ha aiutato, però il forte vento da nord con raffiche fino a settanta, ottanta km ora, ha martoriato la giovane vegetazione che era in largo anticipo per il periodo e ha causato la rottura di alcuni tralci e lo slabbramento di molte foglie soprattutto al Vigneto Castelle e nella parte più alta del San Francesco, fortunatamente nessun danno al nostro Osso San Grato dove eravamo già passati ad infilare tutti i tralci nei doppi fili e a fissarli con ganci.
 Episodi di gelate tardive, anche ai primi di maggio, erano frequenti fino alla metà degli anni novanta, ora non ci eravamo più abituati.
 Ma a parte questa considerazione, dobbiamo purtroppo farcene una ragione, il clima attuale è questo e noi non possiamo farci niente, quindi non esistono semplicemente più le stagioni oppure se preferite le mezze misure, capita che non piove per mesi e poi piove continuamente, oppure che fa caldo e troppo fuori stagione e poi repentini cambi di rotta, la natura ci ha messo milioni di anni a fare il nostro pianeta, l'uomo in poche migliaia riuscirà a distruggere il tutto".
 Alberto Zoppis - Azienda Antoniolo - Gattinara (VC)

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"Purtroppo a San Casciano in Val di Pesa, le porte del Chianti Classico, la situazione è triste.
L'inizio della primavera quasi estiva ha ingannato il nostro sangiovese, quello esposto meglio e che cresce nel ciottolo di fiume tipico delle nostre colline sancascianesi.
Il gelo dell'alba del 20 di aprile ha tirato un rigo a quasi 300 metri di altezza sul livello, sotto il rigo un disastro completo, sopra non c'è malaccio.
Successe nella primavera del 2001, durante il Vinitaly, 16 primavere or sono; esattamente lo stesso rigo segnato con geometrica precisione anche allora.
Lo sconforto è enorme ma la natura pone rimedio, almeno a queste disgrazie".
Duccio Corsini - Azienda Villa Le Corti - San Casciano in Val di Pesa (FI)

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"Ho affrontato queste ultime ore, cercando di monitorare la situazione in tutte le mie aziende, fortunatamente al Sud e nello specifici Vulture, Irpinia, Daunia, Pollino le temperature sono scese di molto, sfiorando lo 0° ma i giovani germogli non sono totalmente avvizziti, solo alcuni apici vegetatiti leggermente "bruciati" dal freddo.
In Toscana e nello specifico a Fiesole, la situazione è rimasta serena, molto freddo ma niente danni.
Invece nel Lazio, zona Colli della Sabina, la vigne ed in particolar modo dei bianchi sono state molto danneggiate, la vendemmia 2016 e' stata compromessa.
Inizieremo subito con l'utilizzo di biostimolatori per far attivare subito le gemme latenti, lo scopo è quello di far partire queste gemme per cercare di recuperare 1/ 2 grappoli per germoglio.
Bisogna avere calma, ragionare applicando tecnica e biotecnologie.
Resto a completa disposizione verso tutti i contadini, vignaioli, imprenditori".
Fabio Mecca - enologo

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