Guida dei vitigni: Ancellotta

Origini:

Vitigno a bacca rossa coltivato prevalentemente nella provincia di Reggio Emilia e in quantità minore nelle altre della stessa regione. Il suo nome (è detto anche Lancellotta) deriva probabilmente dalla famiglia modenese dei Lancellotti o Lancillotto che ne diffuse la coltivazione tra il 1300 e il 1400. Dopo la prima guerra mondiale è stato introdotto anche nella zona tra Mori ed Avio, lungo la Val d'Adige (basso Trentino), con risultati interessanti. Viene coltivato in piccole aree anche in Friuli, Lombardia, Veneto, Toscana, Puglia e Sardegna.

 

Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:

Ha foglia media, pentagonale, quinquelobata, con lobi molto marcati e profondi; grappolo medio, piramidale, con un'ala, piuttosto spargolo; acino piccolo, con buccia pruinosa, mediamente spessa e consistente, di colore blu-nero. La produzione è costante e abbondante, i sistemi di allevamento migliori sono il Casarsa, il  Sylvoz e il GDC con potatura corta o mista.

Malattie e avversità:

E' mediamente sensibile alla botrytis e alla peronospora,mentre soffre maggiormente l'oidio. In annate sfavorevoli può andare soggetta a colatura. Può essere facilmente aggredita dalla cicalina, ha una sensibilità media alle gelate primaverili e buona resistenza a vento e siccità.

Segue, per regione, un elenco di tutte le D.O.C. e D.O.C.G. dove è consentito l'utilizzo di questo vitigno e una selezione di produttori che ne fanno uso in almeno uno dei loro vini.

Emilia Romagna

Colli di Faenza - 40÷60% (da solo o congiuntamente a Ciliegiolo, Sangiovese e Merlot)

Reggiano - 50÷60% (nella versione "rosso"), 0÷15% (nelle versioni "Lambrusco" e "Lambrusco Salamino")

  Produttori consigliati

 - Cantine Cooperative Riunite - Moro
 - Cantina Viticoltori Val d'Enza
 - Donelli Vini
 - Stefano Spezia

 
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