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Origini:
Vitigno a bacca rossa coltivato prevalentemente nella provincia di Reggio Emilia e
in quantità minore nelle altre della stessa regione. Il suo nome (è
detto anche Lancellotta) deriva probabilmente dalla famiglia
modenese dei Lancellotti o Lancillotto che ne diffuse la coltivazione tra
il 1300 e il 1400. Dopo la prima guerra mondiale è stato introdotto anche
nella zona tra Mori ed Avio, lungo la Val d'Adige (basso Trentino), con
risultati interessanti. Viene coltivato in piccole aree anche in Friuli,
Lombardia, Veneto, Toscana, Puglia e Sardegna. |
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Caratteristiche e esigenze
ambientali e colturali: Ha foglia
media, pentagonale, quinquelobata, con lobi molto marcati e profondi; grappolo
medio, piramidale, con un'ala, piuttosto spargolo; acino
piccolo, con buccia pruinosa, mediamente spessa e consistente, di colore blu-nero. La
produzione è costante e abbondante, i sistemi di allevamento migliori sono il
Casarsa, il Sylvoz e il GDC con potatura corta o mista. |
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Malattie e avversità: E'
mediamente sensibile alla botrytis e alla
peronospora, mentre
soffre maggiormente l'oidio. In annate sfavorevoli può andare soggetta a
colatura. Può essere facilmente aggredita dalla
cicalina, ha
una sensibilità media alle gelate primaverili e buona resistenza a vento e
siccità. |