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Guida
dei vitigni: Asprinio
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Origini:
Coltivato nel casertano e nella provincia di Napoli, in
Campania, ma anche in Puglia, l'Asprinio bianco ha origini controverse. Una
delle ipotesi, secondo Nicola Columella Onorati (1804), è che provenga dal
vitigno Greco, ma fra le due varietà ci sono notevoli differenze morfologiche;
un'altra lo ritiene legato ai Pinots importati durante la dominazione francese
dell'800; ma la più probabile è che provenga da viti selvatiche addomesticate
dagli Etruschi che vivevano intorno a Capua, affine quindi alle lambrusche
primitive e allevato con le stesse modalità (a tutore vivo) tipiche dei
Lambruschi padani (esempio tipico, l'alberata casertana o aversana). |
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Caratteristiche e esigenze
ambientali e colturali: Ha foglia media,
pentalobata; grappolo
medio, conico e allungato, a volte alato, compatto o leggermente spargolo; acino medio,
con buccia di medio spessore ricoperta di abbondante pruina,
di colore grigio-verdastro e polpa di sapore neutro. Necessita di potature
ricche ed espanse. |
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Malattie e avversità: Ha buona tolleranza alla
peronospora e all'oidio
ma è facilmente attaccata dalla
tignola. |
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Segue, per regione, un
elenco di tutte le D.O.C. e D.O.C.G. dove è consentito l'utilizzo di questo vitigno e una
selezione di produttori che ne fanno uso in almeno uno dei loro vini. |
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Campania:
- Aversa: 85-100%, se spumante 100%
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Produttori di interesse:
Campania:
- Cantine Caputo - Cantine Grotta del Sole
- I Borboni - Torre Gaia |
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