|
Origini:
Varietà piemontese a bacca bianca, coltivata prevalentemente nella zona compresa
tra Ovada e Acqui Terme, in particolare nei comuni di Cremolino, Morsasco e
Strevi. Demaria e Leardi (1875) attribuiscono l'origine del nome alla
somiglianza, nella forma del grappolo e dell'acino, con la Barbera nera. Le
prime citazioni risalgono al 1825, ad opera dell'Acerbi, che la nomina come
vitigno coltivato intorno a Valenza; in seguito viene citata anche dal
Rovasenda (1877), dal Giudetti (1884) e dal Molon (1906), che la descrivono come
varietà coltivata nell'Oltrepo Pavese. Sebbene sia idonea all'allevamento in
Piemonte è quasi del tutto abbandonata. E' chiamata anche Bertolino (Bertulìn),
Peisìn (a Cassinelle), Martinella, Lardera Bianca o delle Langhe, Uva ovata. |
|
Caratteristiche e esigenze
ambientali e colturali: ha foglia media, da cuneiforme a orbicolare,
quinquelobata;
grappolo medio o medio-grande, cilindrico-conico, leggermente allungato, con ali
brevi, compatto; acino medio,
ellissoidale con buccia pruinosa, spessa e consistente, di colore bianco
verdastro, che tende al giallo dorato-ambrato con sfumature rosa se ben esposta
al sole. Ha
produzione abbondante e costante. Predilige terreni collinari
argilloso-calcarei. |
|
Malattie e avversità: resiste molto
bene alle gelate, ha buona tolleranza alle avversità climatiche e sopporta
abbastanza bene la
peronospora, mentre è molto sensibile all'oidio,
alla muffa grigia e al
marciume del
grappolo nelle annate piovose; a volte può presentare fenomeni di
acinellatura ed è
soggetta a fenomeni di distacco degli acini dal rachide a maturazione. |