Coltivato
da molto tempo, questo vitigno ha origini ignote; gli agricoltori lo
chiamano spesso Bambino, per la forma particolare del grappolo che ne
richiama l'aspetto. E' conosciuto anche come Buonvino, soprannome di
facile interpretazione, deriva infatti dalla copiosa produzione e
dall'elevata resa in mosto. Viene coltivato prevalentemente in Puglia,
nelle zone di Lizzano e Caste del Monte.
Caratteristiche e esigenze
ambientali e colturali:
Ha foglia
media, quinquelobata; grappolo
grosso, di forma composta o con due ali, compatto; acino
grosso, di forma sferoidale, con buccia ricoperta di abbondante pruina, spessa e consistente, di colore
blu. Si adatta bene a qualsiasi condizione
pedo-climatica e non necessita di colture particolari.
Malattie e
avversità:
E'
piuttosto sensibile all'attacco della tignola, tollera abbastanza bene la
peronospora e l'oidio.
Segue, per regione, un
elenco di tutte le D.O.C. e D.O.C.G. dove è consentito l'utilizzo di questo vitigno e una
selezione di produttori che ne fanno uso in almeno uno dei loro vini.
Puglia
Castel del Monte - 100%
max. (nella versione Rosato, da solo o congiuntamente a Uva di Troia e Aglianico)
Lizzano - 0÷40%
Produttori consigliati
E' ormai difficile
ritrovare il Bombino nero nei vini di qualità prodotti in questi ultimi anni.
La Puglia, come ormai la maggior parte delle regioni italiane, si è trovata di
fronte alla necessità di modificare la filosofia produttiva: ridurre le
quantità, migliorare la selezione clonale, dare maggior risalto ai vitigni con
maggiori potenzialità. E' ovvio, quindi, che Aglianico e Uva di Troia abbiano
progressivamente preso il sopravvento sul meno "nobile" Bombino nero,
che tuttavia è ancora molto apprezzato nella produzione dei rosati.