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| Guida dei vitigni |
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Detta anche Bonarda di Chieri o Bonarda del Monferrato. Viene spesso confusa con la Croatina o con l'Uva Rara, che sono vitigni ben distinti. E' coltivata pervalentemente nelle province di Torino e Asti, ma è presente anche nel Pinerolese, in Valsusa e nel Canavese. Ha germoglio bianco-verdastro con tratto apicale interamente rosso. La foglia è di media grandezza, cuneiforme-pentagonale, più larga che lunga, spesso priva di lobi, ma a volte ne ha tre o cinque. Il grappolo è medio-grande o grande, leggermente spargolo, con due o tre ali; acino medio-piccolo, ellissoidale, di colore blu-nero, con abbondante pruina sulla buccia. Ha notevole vigoria e buona fertilità, con qualche raro caso di acinellatura. Dà vini colorati, con discrete componenti aromatiche e buona capacità di invecchiamento. Segue un elenco di tutte le D.O.C. e D.O.C.G. dove è consentito l'utilizzo di questo vitigno e una selezione di produttori che ne fanno uso in almeno uno dei loro vini. Piemonte Albugnano - 0-15% Boca - 0-20% Bramaterra - 0-20% Canavese - 60-100% Collina Torinese - 85-100% Coste della Sesia - min. 50% Monferrato - in uvaggio Piemonte - in uvaggio Pinerolese - in uvaggio Produttori di interesse: Vigneti Massa, Malvirà, Liedholm Emilia Romagna Colli di Parma - 15-40% |