Lavinium logo
Esalazioni etiliche|Feed RSS| Cerca nel sito Scrivici In rete dall'anno 2000
Vinoclic

Follow laVINIum on FacebookFollow laVINIum on Twitter Iscrizione Newsletter di Lavinium La vite fuori e dentro La descrizione dei vitigni

Il vino nel bicchiere Notizie e attualità Disciplinari e termini Le occasioni speciali Andiamo a vedere Fuori dal coro
Garantito IGP Garantito IGP Alta Fedeltà Garantito IGP Italian Wine Review Garantito IGP Lavinium Garantito IGP Wine Blog Garantito IGP Wine Surf

Lavinium Guida ai vitigni

Guida dei vitigni: Bonarda

BonardaOrigini:

Detta anche Bonarda di Chieri o Bonarda del Monferrato. Viene spesso confusa con la Croatina o con l'Uva Rara, che sono vitigni ben distinti. E' coltivata prevalentemente nelle province di Torino e Asti, ma è presente anche nel Pinerolese, in Valsusa e nel Canavese. Il nome venne utilizzato per la prima volta nel 1799 dal Conte Nuvolone per indicare un vitigno delle colline torinesi. Nel 1825 l'Acerbi ne descrisse la presenza nell'area di Alessandria, mentre il Di Rovasenda, nel 1877, è il primo a darne una descrizione precisa sottolineando la differenza dalle false bonarde.

Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: Ha germoglio bianco-verdastro con tratto apicale interamente rosso. La foglia è di media grandezza, cuneiforme-pentagonale, più larga che lunga, spesso priva di lobi, ma a volte ne ha tre o cinque. Il grappolo è medio-grande o grande, leggermente spargolo, con due o tre ali; acino medio-piccolo, ellissoidale, di colore blu-nero, con abbondante pruina sulla buccia. Ha notevole vigoria e buona fertilità, con qualche raro caso di acinellatura. Predilige potatura mista (Guyot) ma si adatta anche a quella corta. I terreni migliori sono quelli argillosi, non molto fertili.

Malattie e avversità: ha buona tolleranza all'oidio e poca alla peronospora. Discreta tolleranza alla tignola e al marciume. E' sensibile alle brinate.

Segue, per regione, un elenco di tutte le D.O.C. e D.O.C.G. dove è consentito l'utilizzo di questo vitigno

Piemonte:
 - Albugnano: max. 100% (nella versione Rosato, da solo o congiuntamente a Uva di Troia e Aglianico)
 - Boca: 0÷40%
 - Bramaterra: 0÷20%
 - Canavese: 60÷100%
 - Collina Torinese: 85÷100%
 - Coste della Sesia: min. 50%
 - Monferrato: min. 85% (nella versione "Chiaretto", da solo o con altre uve)
 - Piemonte: min. 85% con menzione del vitigno
 - Pinerolese: min. 50% (da solo o con altre uve), min. 85% con menzione del vitigno)

Emilia Romagna:
 - Colli di Parma: 15÷40%

linea fine
© 2000-2012  laVINIum.com - Tutti i diritti riservati
E' vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito.
Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione
della direzione editoriale.
lavinium@lavinium.com

Valid HTML 4.01 Transitional          Valid HTML 4.01 Transitional