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Brunello

BrunelloOrigini:

Data la sua notorietà, abbiamo deciso di creare una scheda apposita su questa variante "nobile" del Sangiovese, detta, in Toscana, Sangiovese Grosso o Brunello nella zona di Montalcino (SI), Prugnolo Gentile nella zona di Montepulciano (SI) e Sangiovese di Lamole presso Greve in Chianti (FI). E' di qualità molto elevata, ha caratteristiche spiccate ed è in grado di dare vini di pregio elevatissimo, fra i migliori d'Italia e del mondo. Da un censimento dei vigneti effettuato nel '90, risultava che di questa varietà di Sangiovese ne esistevano in tutto 1.100 ha contro gli oltre 86.000 del Sangiovese comune. Oggi le cose stanno diversamente, tant'è che solo nell'areale di Montalcino sono stati dichiarati oltre 2.000 ettari di vigneto atto alla produzione di Brunello di Montalcino. Inoltre le ricerche più recenti hanno rivelato, nell'infinito mondo delle varietà di sangiovese, due tipologie fondamentali, il Sangiovese grosso, al quale corrispondono i principali biotipi coltivati in Toscana e in Romagna, e un Sangiovese piccolo al quale corrisponde il Sanvicetro coltivato nel Casentino. Ovviamente all'interno di questi due biotipi esistono numerose varianti fenotipiche. Generalmente si può dire che le forme ad acino piccolo sono accompagnate da un minor vigore, foglia più piccola, quinquelobata, e dànno mosti più acidi e meno zuccherini.

Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: generalmente la varietà "Sangiovese grosso" ha foglia media, trilobata o pentalobata, di colore verde chiaro; grappolo medio, compatto, cilindrico-piramidale, alato; acino medio-grande, ovoidale di forma regolare, con buccia di colore nero-violaceo e ricca di pruina, non particolarmente spessa, di sapore semplice. Predilige terreni collinari di media o scarsa fertilità, argilloso-calcarei con abbondante scheletro, asciutti in fase di maturazione. Secondo le diverse altitudini (che possono variare mediamente dai 250 ai 500 metri s.l.m. con punte oltre i 600 nella zona chiantigiana intorno a Lamole) e climi cambia considerevolmente le sue caratteristiche espressive. La potatura più adatta è quella mista, ma offre ottimi risultati anche con quella corta del tipo cordone speronato. Uno dei talloni d'Achille di questa varietà è il rischio gelate primaverili, che portano sempre danni considerevoli, mentre tollera meglio siccità e vento.

Malattie e avversità: ha una certa sensibilità alla peronospora, maggiore per l'oidio e il marciume, è particolarmente sensibile agli acari, meno a tignole e cicaline, può essere colpita dal mal dell'esca.

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