Greco nero

Origini:

Vitigno a bacca nera che fa parte della numerosa famiglia dei Greci, la cui origine e diffusione è piuttosto incerta; molto probabilmente è stato introdotto dai coloni ellenici, fondatori della Magna Grecia. Con questo nome vengono chiamate molte varietà che hanno ben poco in comune (Greco nero di Avellino, delle Marche, di Teramo, Terni, Velletri, toscano). E' coltivato prevalentemente in Calabria, nelle provincie di Catanzaro (Locri) e Crotone. Era erroneamente ritenuto sinonimo di Marcigliana o Marsigliana coltivato nella provincia di Catanzaro, ed è stato confuso anche con l'Aleatico e il Verdicchio nero. Localmente è chiamato Grecu niuru e Maglioccone (Bivongi).

 

Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:

Ha foglia media, orbicolare o cuneiforme, trilobata o intera; grappolo medio o grande, di forma conica, corto, raramente con un'ala corta, mediamente compatto; acino medio o piccolo, obovoide, con buccia pruinosa, sottile ma consistente, di colore nero (il riflesso bluastro nella foto è dovuto alla presenza della pruina). Ha produzione media e costante, predilige terreni poco fertili e ambienti caldi. Le forme di allevamento più idonee sono quelle a piccola espansione, come l'alberello, con potatura corta o addirittura cortissima.

Malattie e avversità:

E' un vitigno ideale per le sue grandi capacità di resistenza alle malattie crittogamiche e alle avversità climatiche. 

Segue, per regione, un elenco di tutte le D.O.C. e D.O.C.G. dove è consentito l'utilizzo di questo vitigno e una selezione di produttori che ne fanno uso in almeno uno dei loro vini.

Calabria

Bivongi - 30÷50%

Donnici - 10% min.

Lamezia - 25÷35%

Melissa - 5÷35%

Pollino - 20% min.

San Vito di Luzzi - 0÷30%

Savuto - 30÷40%

Verbicaro - 60÷80%

Produttori consigliati

Giovan Battista Odoardi, Cantine Lento

Guida dei vitigni