|
Origini:
Pur non conoscendone con certezza le origini, si può dire che
la varietà è da tempi remoti coltivata sulle colline a nord-ovest della
provincia di Asti, nel territorio di Castagnole Monferrato. Il suo nome potrebbe
derivare da "roncet", degenerazione infettiva di origine virale, per le sue
capacità di resistenza alla virosi rispetto agli altri vitigni della zona; per
altri, invece, potrebbe essere dovuto alla sua predilezione per le rocche più
scoscese e assolate. Si dice, infine, che potrebbe averlo portato nel Monferrato
la confraternita dei frati di San Rocco. Fra i sinonimi più noti, Roché e
Rouchet. |
|
Caratteristiche e esigenze
ambientali e colturali: ha foglia media, pentagonale, spesso trilobata ma
anche quinquelobata; grappolo
medio o medio-grande, allungato e alato (da 1 a 3 ali), mediamente spargolo; acino
medio, sferoidale, con buccia leggermente pruinosa e
spessa. Ha vigoria medio-elevata
e produzione media e abbastanza regolare, anche se risente dell'andamento del
tempo durante la fioritura. Necessita di terreni collinari, leggeri, non molto
fertili, per evitare un eccessivo vigore e l'emissione di abbondanti femminelle. |
|
Malattie e avversità: ha media resistenza
alla
peronospora e alla botrite,
mentre è più sensibile all'oidio.
Ha buona resistenza ai fenomeni virali di arricciamento e tollera poco il
freddo. I germogli, per la loro fragilità, sono facilmente danneggiati dal
vento. Può subire con frequenza danni dovuti all'attacco di calabroni, vespe e
api. |