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FICODINDIA DI SAN CONO (DOP)

Logo Ficodindia di San Cono DOPArea di produzione
comprende il territorio posto ad altitudine compresa tra 200 e 600 metri s.l.m., dei seguenti comuni: San Cono (Catania), San Michele di Ganzaria (Catania), Piazza Armerina (Enna), Mazzarino (Caltanissetta) i cui territori sono individuati dai confini delle rispettive municipalità.

Caratteristiche del prodotto
la denominazione di origine protetta "Ficodindia di San Cono" è riservata ai frutti provenienti dalle seguenti cultivar della specie "Opunzia Ficus Indica", coltivate nel territorio delimitato dal presente disciplinare di produzione:
 • "Surfarina" o "Nostrale" detta anche Gialla;
 • "Sanguigna" detta anche Rossa;
 • "Muscaredda" o "Sciannarina" detta anche Bianca.
E' ammessa anche una percentuale non superiore al 5% di ecotipi locali, quali le selezioni di "Trunzara" relative alle cultivar Surfarina o Nostrale, Sanguigna e Muscaredda o Sciannarina.
I frutti di ficodindia vengono distinti nelle seguenti qualità:
A (Agostani) se ottenuti dalla prima fioritura;
B (Tardivi o scozzolati) se ottenuti dalla seconda fioritura.
Categorie: EXTRA e I così come definite dal Codex Alimentarius.
Peso: B da 105 g a 140 g (tolleranza 5%); C da 140 g a 190 g (tolleranza 5%); D da 190 g a 270 g (tolleranza 5%).
I frutti di "Ficodindia di San Cono" all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
  grado rifrattometrico non inferiore al 14%;
  durezza della polpa non inferiore a 5 kg/cm²;
  colore: 1) sfumature dal verde al giallo-arancio per la cultivar Surfarina o Nostrale detta anche Gialla;
                2) sfumature dal verde al rosso rubino per la cultivar Sanguigna detta anche rossa;
                3) sfumature dal verde al bianco paglierino per la cultivar Muscaredda o Sciannarina detta anche bianca.

La zona di produzione del Ficodindia di San Cono DOPMetodo di ottenimento
  Preparazione dei terreni: la preparazione del terreno da impiantare consiste nel livellamento del terreno per evitare ristagni idrici; ripperaggio o scasso del terreno; concimazione di fondo con concimi organici, con concimi fosfatici e potassici; impianto a buche o a solchi.
    • Impianti: gli impianti devono essere esclusivamente specializzati con densità di piantagione da 200 a 650 piante per ettaro di superficie coltivata.
    • Forme di allevamento: a cespuglio, vaso, siepone o altro tipo di forma di allevamento che possa eventualmente consentire di agevolare le operazioni colturali e la raccolta.
    • Sesti di impianto: da metri 5,00 a metri 8,00 tra le file; da metri 1,00 a metri 6,00 lungo la fila.
    • Tecniche colturali: le tecniche colturali al terreno non devono danneggiare l'apparato radicale dei ficodindieti che è molto superficiale.
Sono consentite lavorazioni al terreno quali erpicature, fresature, frangizollature superficiali e diserbo chimico.
Il diserbo è consentito esclusivamente con il principio attivo "Gliphosate" e con un massimo di n. 2 applicazioni all'anno (una in autunno subito dopo la raccolta ed una in primavera prima della scozzolatura dei frutti).
La scozzolatura deve essere eseguita nell'arco di tempo che va dal 10 maggio al 30 giugno a seconda delle condizioni climatiche e della carica dei frutti presenti sulla pianta.
La difesa fitosanitaria dei ficodindieti del comprensorio D.O.P. Ficodindia di San Cono deve essere effettuata secondo un calendario di lotta guidata e/o integrata secondo i piani regionali.
L'irrigazione viene praticata di norma con un numero di interventi irrigui che varia da un minimo di 2 ad un massimo di 4 per ogni stagione irrigua. Il loro numero varia in funzione di diversi fattori, primo fra tutti l'andamento stagionale, la temperatura e le precipitazioni; bisogna anche tener conto di altri fattori quali l'età delle piante, il tipo di terreno, la quantità di frutti presenti, l'esposizione e l'altitudine dove si trova il ficodindieto.
  Raccolta: le operazioni di raccolta, in relazione all'andamento climatico stagionale, si svolgono dal 20 agosto al 30 settembre per i frutti di prima fioritura (agostani) e dal 10 settembre al 31 dicembre per i frutti di seconda fioritura (tardivi o scozzolati).
I frutti devono essere raccolti con una sottile porzione del cladodo dove sono inseriti; devono essere integri e senza lesioni evidenti; devono possedere le caratteristiche proprie della varietà.
La produzione massima consentita è di q.li 250 di frutti per ettaro di superficie coltivata.
Le operazioni di raccolta vanno iniziate, ad inizio invaiatura dei frutti, dal 20 agosto per i frutti agostani e dal 10 settembre per i frutti tardivi o scozzolati.
I frutti raccolti devono essere obbligatoriamente sottoposti alla despinazione ed essere immessi al consumo qualificati come: frutti despinati.
La produzione ed il condizionamento del "Ficodindia di San Cono" devono essere effettuati necessariamente nella zona delimitata per evitare che il trasporto e le eccessive manipolazioni possano causare ferite e danneggiamenti ai frutti ed ammaccature della loro buccia alterando il colore e la lucentezza che li contraddistingue.