lavinium Dop Basilicata

Basilicata

Olio

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA VULTURE (DOP)

Olio Extravergine di Oliva Vulture DOPLegame con l'ambiente - nel Vulture l'olivo non è solo risorsa produttiva ma anche un elemento che caratterizza l'identità paesaggistica ed ambientale del territorio, in quanto i sapienti olivicoltori hanno adeguato alle piante le tecniche di coltivazione, traendo dall'olio qualità uniche ed apprezzate da sempre dai consumatori più esigenti e proteggendo al contempo lo stesso territorio dalle calamità atmosferiche da cui spesso purtroppo è colpito. Non è un caso che i contadini del Vulture hanno sempre coltivato insieme la vite e l'olivo; vino ed olio, infatti, legati da relazioni intense e profonde, sono il binomio culturale e gastronomico della civiltà mediterranea e si integrano come la notte ed il giorno.
Il vino Aglianico del Vulture e l'olio extravergine di oliva del Vulture hanno sempre avuto una grande rilevanza nella storia economica e sociale di questi luoghi. Nell'ambito di un'agricoltura autarchica solo essi producevano reddito ed i contadini, per soddisfare una precisa domanda mercantile, hanno affinato e consolidato i pregi del vino e dell'olio che così hanno conquistato una vasta notorietà.
Il monte Vulture è un vecchio vulcano inattivo che ha generato tutti i terreni su cui sono coltivati gli olivi: questa è una situazione ottimale che conferisce caratteristiche specifiche all'olio prodotto. La zona di produzione è dunque un territorio uniforme, per i terreni che sono tutti di origine vulcanica, per la presenza di una varietà di olivo predominante e per un microclima omogeneo.
I terreni coltivati ad oliveti occupando le pendici del monte Vulture sono quasi tutti in pendenza e raggiungono la zona limite dove per l'altimetria e le condizioni climatiche è consentita la sopravvivenza dell'olivo.
In queste condizioni l'olio extravergine di oliva "Vulture" DOP, assume caratteristiche uniche che sono dovute all'ambiente geografico comprendente fattori naturali ed umani.
Area di produzione - le olive devono essere prodotte e trasformate nell'intero territorio amministrativo dei comuni di Melfi, Rapolla, Barile, Rionero in Vulture, Atella, Ripacandida, Maschito, Ginestra e Venosa.
Varietà - per almeno il 70% cultivar "Ogliarola", ecotipo "Ogliarola del Vulture", possono concorrere altresì le varietà "Coratina", "Cima di Melfi", "Palmarola", "Provenzale", "Leccino", "Frantoio", "Cannellino" e "Rotondella", presenti negli oliveti in misura non superiore al 30%, da sole o congiuntamente.
Caratteristiche chimico-fisiche - a) acidità espressa in acido oleico = ο < 0,5%; b) indice di perossidi (mEq di 027Kg):≤ 11; c) delta K: ≤ 0,01; d) polifenoli totali ≥80.
Valutazioni organolettiche - a)colore: giallo ambrato con riflessi verdi; b)odore: fruttato medio con odore di pomodoro; c)sapore: fruttato medio di oliva matura dal gusto dolce mandorlato, leggermente amaro con una lieve nota di piccante; d)mediana del fruttato: >0; e)mediana del difetto = 0.
Metodo di coltivazione - la coltivazione degli oliveti deve essere quella tradizionale, tipica della zona, tale da conferire all'olio le specifiche caratteristiche qualitative e in particolare i sesti di impianto e le forme di allevamento sono quelli tradizionali in uso nella zona di produzione. Per i nuovi impianti i sesti consentiti saranno i seguenti: 5X5, 5X6, 6X6, 6X7, 7X7, mentre sarà conservata la tipica forma di allevamento a vaso basso.
La potatura sarà manuale con la possibilità di utilizzare attrezzi pneumatici che agevolano le operazioni. La difesa fitosanitaria consentita contro la mosca delle olive "Dacus oleae" e la tignola "Prais oleae" è attuata nel rispetto dei disciplinari per la lotta integrata della Regione Basilicata. La lotta alle infestanti deve essere effettuata solo con le lavorazioni meccaniche ed è vietato l'uso del diserbo chimico.
La produzione massima di olive non può superare le 8 tonnellate per ettaro. La resa massima in olio non deve superare il 20% del peso del prodotto conferito.
La raccolta deve essere effettuata a partire dall'inizio dell'invaiatura, fino al 31 di dicembre. La raccolta deve essere seguita manualmente tramite brucatura e pettinatura, o meccanicamente con agevolatrici e scuotitori: in ogni caso devono essere utilizzate le reti per agevolare la raccolta. Tuttavia è vietata la raccolta delle olive cadute naturalmente sul terreno e quella sulle reti permanenti. E' vietato altresì l'uso di cascolanti.
Il trasporto delle olive al frantoio deve avvenire nella stessa giornata di raccolta in cassette di plastica fessurate contenenti fino a Kg 25 di olive, oppure in bins (cassoni di plastica fessurati contenenti fino a 400 Kg di olive), per permettere la circolazione dell'aria ed evitare danni alle drupe. La fase di conservazione delle olive nel frantoio deve essere limitata il più possibile, non superare le 24 ore e deve avvenire in modo da garantire la aereazione delle olive.
Metodo di ottenimento - la zona di trasformazione delle olive e di imbottigliamento dell'olio comprende il territorio su citato. Per la molitura delle olive e l'estrazione dell'olio sono ammessi solo processi meccanici e fisici; è vietato ricorrere a prodotti ad azione chimica, biochimica e meccanica, quali l'uso del talco, non è consentita la doppia centrifugazione della pasta di olive senza interruzione, denominato metodo del ripasso.
La gramolatura dovrà essere effettuata alla temperatura massima di 350° C per una durata di 40 minuti al massimo. Tutte le gramolatici devono essere dotate di adeguato termometro per la rilevazione della temperatura della pasta di olive. L'olio deve essere conservato nella zona di produzione, in locali poco illuminati, in serbatoi di acciaio inox o posture interrate rivestite in acciaio inox, piastrelle in gres porcellanato, vetro o vernice epossidica La temperatura di conservazione non deve superare i 18°C e non deve scendere al di sotto dei 10°C.
La commercializzazione deve avvenire in contenitori di vetro o di banda stagnata di capacità non superiore a cinque litri. Inoltre il prodotto può essere confezionato in bustine monodose. L'imbottigliamento deve avvenire nella zona di produzione per garantire il controllo, la rintracciabilità e per mantenere inalterate le qualità del prodotto.