Editoriali


Sabotaggio a Case Basse di Soldera prima, ad Abraxas di Mannino dopo:
stessa violenza ma movente diverso?


31 dicembre 2012

Gianfranco SolderaEra la notte del 2 dicembre quando la cantina di Case Basse, nota azienda di Montalcino di proprietà di Gianfranco Soldera, subì un atto vandalico senza precedenti: qualcuno, approfittando della dislocazione periferica della cantina, situata in zona isolata in frazione Tavernelle, ha rotto i sigilli e, nel giro di pochi minuti ha aperto le valvole di sei botti di rovere di Slavonia da oltre 100 ettolitri, scaricando nei canali di scolo l'intera produzione di Brunello in affinamento, annate dal 2007 al 2012. Un atto di violenza inaudita, di cui oggi sappiamo con certezza chi è il responsabile, l'ex dipendente Andrea Di Gisi, romano di 39 anni con già alcune pendenze penali, che ha commesso il reato di sabotaggio per pura vendetta.
Come riporta il ►Corriere Fiorentino in data 18 dicembre 2012: "L'uomo avrebbe agito dunque per vendetta. Ci sarebbero stati diversi diverbi in precedenza tra l'uomo e Gianfranco Soldera, il titolare dell'azienda Case Basse, come ricostruito ascoltando degli ex colleghi. Uno, in particolare, all'inizio del settembre scorso, dopo il quale l'uomo non avrebbe più lavorato nell'azienda. Prima di allora, a giugno, era stato redarguito perché non aveva lubrificato adeguatamente un mezzo aziendale che si era rotto. A questo si sarebbe aggiunta l'invidia nei confronti degli altri dipendenti che avevano ottenuto da Soldera un mini alloggio. I reati che gli sono stati contestati sono violazione di domicilio aggravata e sabotaggio aziendale. L'uomo si trova ora nel carcere senese di Santo Spirito".

Abraxas - PantelleriaA distanza di poche settimane, il 28 dicembre si ripete un'operazione analoga nella cantina Abraxas a Pantelleria, di proprietà di Calogero Mannino, ex ministro dell'Agricoltura e attuale parlamentare, la notizia è riportata da ►Cronache di Gusto: sono state svuotate le vasche di vino, parte dell'annata 2012 e circa 250 ettolitri di Passito di Pantelleria 2010 e 2011, in tutto 700 ettolitri. Il giornale di enogastronomia riporta le parole di Mannino: "Per noi è un danno infinito, potrebbe essere un colpo mortale - dice -. Non hanno preso nulla, hanno lasciato lì macchine agricole e trattore. Si vede che l'intento era quello di crearci un danno mortale e basta. Sul vino non abbiamo neanche copertura assicurativa e solo di passito è andato perduto vino per 250 mila euro". Anche Mannino ricorda il caso Soldera e poi spiega: "Nessuna minaccia, nessuna richiesta di nessun tipo. Non ci spieghiamo l'accaduto. Siamo a Pantelleria da un po' di anni e non era accaduto mai nulla".
Stesso atto di sabotaggio, quindi, ma le ragioni potrebbero essere diverse, e forse più inquietanti. Come riporta ►Sicilia Informazioni, l'azienda stava attraversando un periodo di affanno dal punto di vista commerciale, "tanto che nei giorni scorsi era stata comunicata la cassa integrazione ai 4 dipendenti, compreso l'enologo del momento, Michele Augugliaro. E sempre pochi giorni fa Mannino è uscito indenne da una vicenda processuale legata alla vinificazione del vino della cantina".
Sul giornale online ►LinkSicilia Mannino esprime al telefono tutta la sua preoccupazione e, a proposito della vicenda processuale, dichiara "Abbiamo stravinto. Ripeto è un atto che non riesco a spiegarmi. Pantelleria è un'isola tranquilla. Ho sempre lasciato la casa aperta. Non è mai accaduto nulla".
A Case Basse come ad Abraxas, dunque, il gesto è lo stesso, non è stato rubato nulla, l'intento era puramente distruttivo. Ma su questo secondo episodio si aprono scenari in parte diversi, sia perché il proprietario di Abraxas è un noto politico, sia perché l'azienda era di fatto in difficoltà. Sarebbe facile pensare ad un atto mafioso, visto che siamo in ambito siciliano, ma onestamente mi sembrerebbe un po' pretestuoso pensarlo, almeno fino a che non emergano ulteriori elementi che possano giustificarne l'ipotesi, per ora piuttosto fantasiosa. L'esperienza di Case Basse lascerebbe supporre anche l'emulazione di un gesto clamoroso, di un altro atto vendicativo, ma la cosa più saggia, a mio avviso, è lasciare ancora una volta che le indagini seguano il loro corso e portino a risposte certe, almeno questo è quanto tutti auspichiamo.
In ogni caso questi due eventi, avvenuti a distanza di poche settimane, lasciano un profondo senso di amarezza e confermano, se mai ce ne fosse bisogno, che il 2012 si chiude con toni decisamente scuri e carichi di violenza, speriamo che con il nuovo anno si volti pagina una volta per tutte, si torni a valori e stili di vita sani, ne abbiamo davvero bisogno.