Editoriali


Un atto vandalico senza precedenti a Case Basse, l'azienda ilcinese di Gianfranco Soldera

4 dicembre 2012

Gianfranco SolderaPer ragioni del tutto personali non ho avuto modo di dare questa terribile notizia prima di questa mattina. Quanto è accaduto la notte del 2 dicembre a Case Basse, una delle aziende simbolo di Montalcino, proprietà di Gianfranco Soldera, non poteva passare sotto silenzio.
A mia memoria credo che un gesto del genere, che richiama antichi comportamenti mafiosi, non si sia mai verificato: qualcuno è entrato in azienda, evidentemente in un momento in cui non c'era nessuno, ed ha svuotato l'intera produzione di Brunello di Montalcino dal 2007 al 2012.
Il gesto è chiaramente intimidatorio, poiché dalla cantina non sono state portate via né bottiglie né altri materiali.
Sei annate andate perdute per sempre di uno dei vini più buoni di cui il nostro Paese possa andare orgoglioso. Spero che le indagini su un evento così vergognoso e violento possano portare alla cattura dei responsabili.
Viene naturale tornare indietro nel tempo, a quattro anni fa, e domandarsi se le posizioni nette e determinate assunte da Soldera nei confronti di quello che è stato indubbiamente il momento più difficile e nebuloso del comparto vitivinicolo ilcinese, possano essere una possibile causa di un simile gesto. Onestamente ho qualche dubbio, non capisco quale senso potrebbe avere una rappresaglia fatta quattro anni dopo, quando ormai ci si è lasciati alle spalle quel momento infelice.
Da parte mia e di tutta la redazione il totale sostegno umano e morale ad un grande uomo del vino quale è Gianfranco Soldera, e la speranza che sia fatta luce su un così efferato, ma sicuramente premeditato, gesto.