Editoriali


Lutto nel mondo del vino: è morto Franco Biondi Santi, uno dei simboli dell'eccellenza del vino italiano

7 aprile 2013

Franco Biondi SantiSabato 23 febbraio scorso ero stato in azienda a Montalcino, c'era il figlio Jacopo ad attendere me e Franco Ziliani. Quel giorno avevo sperato di vedere anche papà Franco, ma - ci disse - aveva il raffreddore. Jacopo ci rassicurò che non era nulla di che, "Mio padre ha una tempra incredibile".
Qualcosa evidentemente non è andato per il verso giusto e oggi, a 91 anni, l'uomo la cui famiglia simboleggia più di ogni altra il Brunello di Montalcino, ci ha lasciato. La sua è una dinastia che abbraccia secoli di storia, la tenuta Il Greppo non è solo un'azienda ma un luogo di culto, uno di quei posti dove se ami il vino non puoi fare a meno di andare. Tutto ha avuto inizio da Clemente Santi, nato a Montalcino dall'unione di Petronilla Canali e Luigi Santi, è lui che nel 1789 fonda l'azienda Santi.
In famiglia si coltivava da sempre la passione per l'arte e la cultura, non sono mancati poeti e pittori, ma l'amore di Clemente per i filari del Greppo, i suoi esperimenti in vinificazione, attirarono inesorabilmente l'attenzione del nipote Ferruccio, che decise di portare avanti la strada aperta dal nonno, fino ad arrivare a produrre il primo Brunello di Montalcino.
Purtroppo, proprio in quegli anni, dall'America arrivò la micidiale fillossera, accompagnata da altre malattie dannose per la vite. Anche il Greppo ne fu colpito, ma Ferruccio non si perdette d'animo e si dette da fare per scoprire come fermare un simile incubo. Non gli ci volle molto tempo per accorgersi che non tutte le viti si comportavano allo stesso modo, infatti quelle di moscato, destinate alla produzione del moscadello, avevano sofferto più delle altre, mentre quelle di sangiovese avevano resistito meglio, in particolare quelle di sangiovese grosso.
Così Ferruccio iniziò a selezionare quel particolare clone di sangiovese e poco a poco lo sostituì alle altre varietà, dando vita al vino che conosciamo oggi.
Inutile dire, è storia risaputa, che il Brunello di Montalcino Biondi Santi è stato concepito sin da allora come vino da lunghissimo invecchiamento, in totale controtendenza con le esigenze di allora. E quello stile è stato mantenuto anche da Franco, i suoi Brunelli rimangono una pietra miliare, un riferimento assoluto e inimitabile, in quei vini c'è tutta la storia e la passione di questa famiglia.
E quei vini continueranno a ricordarcelo, ad emozionarci, a raccontarci di un grande uomo, una persona con dei principi che lo hanno guidato tutta la vita, ne sentiremo la mancanza anche per questo.