Canaiolo bianco

Origini:

Vitigno a bacca bianca originario della Toscana, in particolare delle zone centrali e centro-meridionali. E' possibile trovarlo coltivato anche nella provincia di Campobasso (loc. cacciumo o cacinello, secondo il Bollettino Ampelografico del 1886), nel teramano (pagadebito), nel Piceno (canina o uva dei cani) e nell'orvietano (drupeggio). Il Gallesio ne rileva la presenza già nel 1817, dove ne suggerisce l'uso per vini liquorosi e alcolici; se ne parla anche in una pubblicazione del Comizio Agrario di Firenze (1870), ma è citata da numerosi ampelografi, fra cui il Di Rovasenda (1877), il Marzotto (1925), il Racah (1932) e il De Astis (1937). Oltre a quelli già citati, ha numerosi sinonimi quali primaticcio bianco, tulopeccio, trupeccio, dumpeccio, lupeccio, colombano, canajolo bianco, caccinella o caciunella.

 

Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:

Ha foglia media, orbicolare o pentagonale; trilobata o pentalobata; grappolo medio, piramidale con una o due ali, leggermente compatto; acino medio-piccolo, sferoidale, con buccia spessa, mediamente ricoperta di pruina, di colore bianco-verde. Predilige terreni drenati, ben esposti e soleggiati, che consentono una perfetta maturazione delle uve, adatte alla produzione di vini liquorosi e alcolici.

Malattie e avversità:

Resiste abbastanza bene alla siccità e può essere soggetta al marciume in caso di piogge frequenti e prolungate. Ha tolleranza media alle principali malattie crittogamiche.

Segue, per regione, un elenco di tutte le D.O.C. e D.O.C.G. dove è consentito l'utilizzo di questo vitigno e una selezione di produttori che ne fanno uso in almeno uno dei loro vini.

Toscana:

 - Barco Reale di Carmignano - max 10%
 - Carmignano - max. 10%

Umbria e Lazio:
 - Orvieto - max. 40%

Produttori di interesse:

 - Trappolini (Lazio)
 - Fattoria Poggio Gagliardo (Toscana)
 - Cardeto (Umbria)
 - Decugnano dei Barbi (Umbria)
 - Monrubio (Umbria)
 - Palazzone (Umbria)
 - Tenuta Le Velette (Umbria)
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