Carica l'asino

Origini:

Vitigno a bacca bianca di probabili origini liguri. Dopo la ricostruzione necessaria a causa della distruzione dei vigneti provocata dalla fillossera, il carica l'asino è giunto in Piemonte, in particolare nelle province di Alessandria e Novara. Il nome potrebbe derivare dal fatto che nell'Acquese, a causa delle colline impervie, era necessario trasportare l'uva a dorso d'asino.
Non va confuso con la barbera bianca, varietà autoctona piemontese dal grappolo molto più compatto, di forma cilindrico-conica e sprovvisto di ali. Ha invece numerose analogie con la famiglia dei vitigni pigato-vermentino. Il carica l'asino viene vinificato con altri vitigni, fra cui il cortese, la barbera bianca, il timorasso e, a volte, con il moscato bianco.

 

Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:

Ha foglia medio-grande, pentagonale e pentalobata; grappolo medio, conico-piramidale, allungato e a volte alato, spargolo; acino medio-grande, sferoidale, con buccia abbastanza spessa e consistente, ricoperta di abbondante pruina, di colore verde-giallo dorato chiaro. La polpa non ha sapore. Ha produzione costante, abbondante e notevole vigoria, a tutto danno della qualità. Predilige zone collinari con buona esposizione, sistemi di allevamento a media espansione con potatura lunga.

Malattie e avversità:

Se non ben esposta può soffrire le brinate primaverili e l'attacco dell'oidio. Quando le condizioni sono ideali, resiste bene alle principali malattie crittogamiche.

Guida dei vitigni
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