Damaschino

Origini:

Raro vitigno a bacca bianca, il cui nome lascia presumere una probabile provenienza dalla città di Damasco. Si ipotizza sia giunto in Sicilia, e in particolare nell'area di Trapani, durante la dominazione araba. Le poche citazioni di questo vitigno risalgono al 1868 per opera del Mendola. Successivamente lo si trova nel Bollettino Ampelografico del 1885. Nell'agro Marsalese, fu utilizzato nella ricostruzione postfillosserica dei vigneti in quanto ideale a soddisfare la domanda di vini da pesce. Oggi è stato quasi interamente sostituito dal Catarratto, più resistente alla peronospora e al marciume. Fra i numerosi sinonimi: Beldi in Tunisia, Faraona in Algeria, Mayorquin in Francia, Planta Pedralba in Spagna.

 

Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:

Ha foglia grande o molto grande, orbicolare, raramente reniforme o cuneiforme, pentalobata, a volte con 7, 9 o 11 lobi; grappolo da grande a molto grande, piramidale o piramidale-conico, alato, spesso tendente al compatto; acino medio o grande, sferoidale; ha buccia ricca di pruina, poco consistente, di colore giallo verdastro, che imbrunisce nella parte esposta al sole. Ha produzione ottima e costante e si adatta abbastanza bene a qualsiasi tipo di terreno e clima.

Malattie e avversità:

E' soggetto a marciume, tollera abbastanza l'oidio e la peronospora. Presenta a volte casi di fasciazione dei tralci, con conseguente perdita di produzione.

Segue, per regione, un elenco di tutte le D.O.C. e D.O.C.G. dove è consentito l'utilizzo di questo vitigno e una selezione di produttori che ne fanno uso in almeno uno dei loro vini.

Sicilia:

 - Delia Nivolelli - min. 85% (con menzione del vitigno)

 - Marsala - 100% (nel Marsala Oro), fino al 30% (nel Marsala Rubino)

Produttori di interesse:

 - Pollara
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