Guida dei vitigni
   Falanghina

Vitigno a bacca bianca, più volte confuso con altri, le cui origini rimangono incerte; le notizie raccolte risalgono più o meno al 1825. Attualmente è diffuso prevalentemente in Campania e trova il suo habitat ideale nell'isola di Procida, nella zona dei Campi Flegrei e nel Sannio, dove forse era già coltivato in epoca romana. Una delle migliori qualità di quest'uva è che, qualunque sia la zona dove viene coltivata, il vino che se ne ricava conserva inalterate le sue caratteristiche organolettiche. E' chiamata anche Fallanghina, Uva Falerna, Biancuzita, Falerno Veronese, Falanghina Verace. Ha foglia media o piccola, cuneiforme, raramente orbicolare, trilobata e meno spesso pentalobata; grappolo lungo o medio, di media grandezza e compatto, cilindrico o conico, con un'ala corta; acino medio, sferoide, regolare; buccia spessa e consistente, di colore grigio-giallastro, con buona presenza di pruina. La vigoria è buona e la produttività media e costante; matura nella seconda metà di settembre.

Segue  un elenco di tutte le D.O.C. dove è consentito l'utilizzo di questo vitigno e una selezione di produttori che ne fanno uso in almeno uno dei loro vini.

Molise

Molise - in uvaggio

Produttori di interesse: Di Majo Norante

Campania

Campi Flegrei - 50-70%

Capri - fino al 20%

Costa d'Amalfi - almeno il 40%

Falerno del Massico - 100%

Galluccio - 100%

Guardiolo o Guardia Sanframondi - da sola o in uvaggio (20-30%)

Penisola Sorrentina - da sola o in uvaggio

Sannio - da sola o in uvaggio

Sant'Agata dei Goti - da sola o in uvaggio

Solopaca - da sola o in uvaggio (20-40%)

Taburno - da sola o in uvaggio (30-40%)

Vesuvio - in uvaggio

Produttori di interesse: Villa Matilde, Cantine Gran Furor Divina Costiera, De Lucia, Feudi di San Gregorio, Fontanavecchia, Michele Moio

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